Quell’aria speciale che si sprigiona

Pensieri liberi su Riaperture Ferrara Foto Festival

Si è conclusa da pochi giorni la prima edizione di Riaperture Ferrara Foto Festival, una prima edizione a mio avviso ricca e ben orchestrata, un Festival che ha coniugato la parte fotografica con la riapertura di luoghi solitamente inaccessibili.
Avevo avuto modo di parlarne più volte su questo blog ed ho cercato di promuovere questa iniziativa più che ho potuto perché credo fortemente nella sua forza e nell’importante contributo che una sua crescita futura potrà dare alla città, alla fotografia e alla diffusione della cultura dell’immagine.

Più che raccontarvi cos’è stata questa edizione, di cui se volete trovate ampi resoconti, immagini e video sul sito o sulla pagina Facebook di Riaperture vorrei soffermarmi sull’importanza che questa iniziativa continui e cresca sempre più.

Qualche giorno fa tra i tantissimi commenti positivi mi sono imbattuta in un intervento su Facebook, di un amico e persona che stimo, che  poneva una riflessione sul fatto che nei giorni del festival e subito successivi in tanti avessero pubblicato loro foto dei luoghi ri-aperti e avessero parlato poco o niente delle fotografie che questi spazi contenevano.

La formula proposta, non nuova ed abbondantemente sperimentata da altri Festival e città è, a mio avviso, quella più giusta, in grado di attrarre oltre agli addetti ai lavori, un pubblico più ampio, forse meno esperto ma proprio per questo ancora più importante.

Ormai da anni frequento e tengo corsi a Reggio Emilia, la realtà che vivo in quella città riesce a stupirmi ogni volta. Reggio Emilia è una città con una diffusa cultura fotografica, si tengono qui tantissimi corsi anche base di fotografia, molti, giovani e meno giovani, si misurano e sperimentano questo linguaggio, in tanti progettano e si aggregano intorno ad idee e percorsi fotografici. L’aria e l’entusiasmo che si respira frequentando luoghi e gruppi che delle fotografia hanno fatto la loro essenza è davvero unica rispetto ad altre realtà. Sono fermamente convinta che di questo Reggio Emilia debba dire grazie agli oltre 15 anni di Fotografia Europea, un festival di fotografia diffuso nato e tutt’ora sostenuto da un importante investimento da parte dell’amministrazione comunale e cresciuto negli anni contagiando e occupando l’intera città.

Spero che Ferrara capisca questo, che tutto il mondo della fotografia, professionale e amatoriale capisca e lavori per questo, mi auguro che tra qualche anno, non troppi, oltre alla parte ufficiale della manifestazione nasca una invasione spontanea della città con la fotografia.
Potrà piacere o non piacere questa o quella mostra, questo o quello stile ma si potrà respirare quell’aria speciale che si sprigiona quando in un luogo si viene innondati dalle idee, dalle emozioni e dalle esperienze che qualcuno ha voluto esprimere e raccontare con la fantastica arte della fotografia e allora forse tanti avranno voglia di fare lo stesso o semplicemente di goderne.

 

Questo è quello che auguro a Riaperture, alla mia città e alla fotografia, cercherò in tutti i modi di dare il mio contributo per raggiungere questo obiettivo.
Grazie a tutto lo staff di Riaperture per l’enorme lavoro svolto, per l’alto livello delle mostre che personalmente ho apprezzato, per essersi messi in gioco e averci dato questa grande opportunità.

PS: condivido pienamente che l’invasione social da parte dei fotografi con le loro foto dei luoghi ri-aperti abbia “avvilito” luoghi e fotografie, infatti le mie non le ho pubblicate, per ora le tengo li e appena passa la moda mi sa che me le gioco anche io!! 😂 😉

Buona fotografia!