Visioni sedentarie ed il circolino di Teodorano

Mettetevi comodi e sedetevi nella vita di qualcun altro!
E’ sempre la passione e la curiosità che ti fa scoprire le cose più preziose, che ti fa vivere “le cose belle”. La mia passione per la fotografia e l’archeologia industriale mi ha portato a Teodorano di Meldola, piccolo paesino sulle colline forlivesi sede di una delle mostre di Totally Lost 2016. Per arrivarci abbiamo percorso una strada che si affaccia su una splendida vallata, tra verdi di diverse tonalità e vigneti di sangiovese.

 

 

 

 

 

 

 

Il cielo minacciava pioggia, nuvole molto nere si divertivano a giocare con il sole caldo un paio d’ore prima del tramonto, sino a produrre un arcobaleno che davanti a noi ci invitava a proseguire. Arriviamo al paese, poche case che portano ad una torre, parcheggiamo alla ricerca della Casa del Fascio all’interno della quale c’è la mostra che vogliamo visitare, lungo la strada incontriamo un gruppo di persone, evidentemente non del luogo fermi davanti al Circolo Arci del paese, uno di loro si siede su una sedia  davanti al bar, la sedia è vuota con un cartellino legato alla stessa, di fianco un signore del luogo seduto e appoggiato allo schienale di un altra sedia guarda questi “strani invasori” con un misto di stupore e perplessità…

…il forestiero comincia a leggere ad alta voce, rivolto a tutto il gruppo ciò che è scritto sul foglio attaccato alla sedia:

VISIONI SEDENTARIE – Sedia 1

Sedia offerta da: Mirca Stefanelli

Descrizione della Sedia: Sedia in plastica bianca

Su questa sedia si pensa a: Alla storia del circolino. “Dal 92 abbiamo aperto il Circolino e non lo abbiamo più chiuso, all’inizio ci dava una mano mia sorella, noi lavoravamo da Amadori e ci organizzavamo per tenere aperto. Dal 2010 siamo in pensione e abbiamo continuato ad aprire tutti i giorni più per abitudine, se chiudi, anche se qua non viene nessuno di Teodorano comunque direbbero che avresti dovuto tenere aperto. Qua si gioca a carte, si fanno delle chiacchiere, ogni tanto facciamo una mangiata in canonica. Fino a quest’inverno abbiamo organizzato tornei di carte, poi d’estate, siamo talmente in pochi che basta che uno sta male e non c’è più il numero per giocare. Se tornassi indietro non so se lo rifarei, forse farei qualcosa di più redditizio. Siamo qui da 24 anni, non è sicuramente un affare tenere aperto, è un passatempo, dipende dalla sera, a volte devi sopportare qualcuno a volte vieni sopportato da qualcuno, ci sopportiamo e sopportiamo a vicenda.”

Dopo aver sentito questo racconto non potevamo esimerci dovevamo assolutamente entrare al Circolino e cosi insieme a Jenny e Laura, mie compagne di viaggio,  decidiamo di entrare, poco più di una stanza con due tavoli dove qualcuno ha lasciato il foglio con i punteggi dell’ultima partita a carte. Mirca, la proprietaria, dietro al piccolo bancone con aria sorpresa fa caffè ad un gruppo di signore. “…qui a Teodorano non abbiamo mai visto tanta gente! La domenica poi non c’è nessuno” afferma sorpresa. Non ho voglia di nulla ma voglio assolutamente dare il mio contributo al Circolino e cosi ordino un caffè “Signora me lo può macchiare?”. La barista mi guarda con un mezzo sorriso e mi dice ” Macchiare? Ma qui non riesco a tenere anche il latte! Mi va a male!”

 

Lasciamo il Circolino e proseguiamo, poco più in là un’altra sedia, vuota anche qui un biglietto attaccato:

VISIONI SEDENTARIE – Sedia 12

Sedia offerta da: Giulia e Nicolò

Descrizione della Sedia: Una vecchia sedia, la vecchia sedia di nonno Guido, nato a Teodorano e partito per Meldola da ragazzo. Guido è poi tornato a Teodorano per ristrutturare la nostra casa, muri, pavimenti, tetti… siamo arrivati e non c’era niente, solo la sedia che Guido si è portato dietro, la sedia per appoggiarsi, per mangiare, per salire in alto, per riposarsi, non una sedia ma la sua sedia, questa sedia che è qui ora.

Da questa sedia si vede: La nostra pozzanghera. Appena piove veniamo sempre a vedere se la nostra pozzanghera si è formata, è una delle poche pozzanghere di Teodorano e noi veniamo qui a scalpettare su di lei, a tirarci i sassi, a guardarla e riguardarla dentro e fuori.

Da questa sedia si sente: Qui si possono sentire le nostre risate a pozzanghera piena, il rumore dei sassi tirati da noi. In inverno si sente anche l’odore dei camini, in autunno l’odore della nebbia che quando non fa il mare sotto il paese invade tutto, in estate si sente il profumo dei capperi che qui in basso nel muro crescono e in primavera si sente il vociare dei corvi e altri uccelli che a Teodorano ce ne sono tanti.

Su questa sedia si pensa a: Si pensa alla semplicità dell’infanzia di Giulia e Nicolò, Giulia ha tre anni e mezzo e Nicolò ne ha cinque e mezzo, Nicolò dice che a Teodorano si sta proprio bene.

 

VISIONI SEDENTARIE è un bellissimo progetto realizzato dalla Cooperativa Casa del Cuculo che così presenta questa splendida idea:

” Nel nostro abitare, perlustrare, curiosare e conoscere questo paese ad un certo punto un signore si è alzato dalla sua sedia in strada e mi ha detto: “Siediti qui, vedi là in quel pezzetto di orizzonte tra le case, c’è una macchia gialla, l’altro giorno era verde. E’ una vigna, l’altro giorno deve aver grandinato.” Il mondo visto da una sedia: un centimetro più in là e la macchia tra le due case non la vedi più. Come e dove metti la tua sedia decide come e quale mondo vedi. Abbiamo pensato che ospitare uno straniero nella propria sedia e dall’altra parte avere la possibilità di sedersi al posto di qualcuno, vedere dai suoi occhi, fossero due esperienze interessanti. E cosi oggi vi invitiamo a visitare questo luogo attraverso delle sue sedute. Abbiamo mappato la loro collocazione e abbiamo messo le istruzioni per l’uso fornite dai proprietari delle sedie assieme alle sedie dei proprietari delle sedie e le sedie dei proprietari delle sedie assiema ai racconti delle sedie e a questo punto non resta che trovare le sedie e sedersi. Siete ora liberi di girare per il paese in cerca della 10 sedie posizionate dagli abitanti di Teodorano, abitare il loro sguardo e incontrare una parte del loro mondo.”

Visioni sedentarie – Casa del Cuculo : Cooperativa che fa Arte e rigenerazione urbana, Facilitazione, Animazione di rete e partecipazione e formazione e giovani.

Non so se sono riuscita con questo racconto a rendervi la bellezza e la poesia di questo modo di raccontare, personalmente l’ho trovato bellissimo, mi ha emozionato e spero che gli amici della  Casa del Cuculo non abbiano niente in contrario ma penso proprio che mi ispirerò a questa loro idea per fare qualcosa di simile in uno dei miei prossimi laboratori per bambini. Qui sotto alcune pagine del diario di bordo di questo progetto prese dalla pagina di Facebook de  Casa del Cuculo. Buone visioni sedentarie a tutti!

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