Sguardi

incontri al museo visti da bambini di 10 anni

In questi giorni sto tenendo un laboratorio di fotografia per i bambini di tre classi quinte della scuola Primaria Stradi di Maranello in provincia di Modena. Ho preso questa foto che ho scattato qualche mese fa all’interno del  British Museum a Londra e senza dire che l’avevo fatta io l’ho proiettata nelle classi chiedendo ai ragazzi (10 anni ) di scrivermi quello che gli veniva in mente guardando questa foto.
E’ stato bellissimo vedere che effetto faceva la mia foto e sono uscite considerazioni, racconti davvero belli, impossibile riportarli tutti ( circa 80) ma ne scelgo alcuni, cosi come sono stati scritti, stesse parole, stessa punteggiatura.

 

“Ehi, come va?” chiese l’uomo alla statua.
“Tutto OK” rispose la statua
“Posso farti una domanda” gli chiese l’uomo
“Va bene, chiedi!” disse.
“Ma è bello essere una statua?” gli domandò.
“Beh! ha lati positivi e negativi”
“Sarebbero”
“Per esempio un lato positivo è che nel corso degli anni ho fatto tante amicizie, sai sono in un museo e qui vengono milioni di persone oltre a te ogni giorno”.
“E un lato negativo?”
“Un lato negativo è che sono fermo qui!”
” Io da piccolo volevo essere una statua perché pensavo che le statue non provassero emozioni e quindi quando mi capita una cosa brutta penso: magari essere una statua!”
“Io invece al contrario di te vorrei essere un uomo perché mi piacerebbe viaggiare, ma, come ti ho detto, sono fermo qui.”
“Pensa che strano! A volte è come se la vita remasse contro: io vorrei essere una statua e sono una persona e tu vorresti essere una persona, ma sei una statua. Il fatto e che dovremo piacerci cosi come siamo!”
“Hai proprio ragione!”

Flavio –  10 anni

In un museo che si trovava nei pressi di Brescia, c’era un guardiano che ci lavorava. Si chiamava Giorgio, a lui non piaceva il suo lavoro ma non aveva abbastanza soldi per permettersi una casa propria, infatti la divideva con un’altra persona, quindi era costretto a lavorare in quel museo a costo di andarci anche quando era ammalato.
Una notte, due notti, tre notti, non era andato a lavorare , perché lui andava anche  lavorare di notte per guadagnare di più. Non era andato per via della malattia che aveva colpito il suo coinquilino, doveva stare con lui per curarlo e per fare altre cose di questo genere. Quindi quando il guardiamo tornò al suo lavoro vide le cose in modo positivo, apprezzava tutto e tutti in quel museo, perché aveva visto le disgrazie di malattie o cose simili.

Aurora – 10 anni

Questa foto, per me, fa venire in mente una storia di cui parlerò. Questa statua rappresentata nella foto sembra un angelo però con occhi vitrei cioè che non rappresentano nessun tipo di espressione. Sembra che venga dal paradiso perché quella sfumatura di bianco fa si che venga proprio dal paradiso. L’uomo che guarda la statua, per me, si pone questa domanda nella sua mente:” Perché hanno fatto questa statua?” Il motivo non lo so e credo di aver detto tutto.

Francesco – 10 anni

Io penso che questa foto non sia particolarmente bella. Raffigura un uomo intento ad osservare un busto. Forse il busto è di pietra, forse di marmo. La foto è in bianco e nero, in primo piano. La cosa più illuminata è il busto. L’uomo un po più in ombra lo osserva con la testa inclinata, come se volesse studiarlo da diversi punti di vista. Il busto è più o meno sino a metà pancia. Rappresenta un uomo con i riccioli e il torso nudo.
Mi sembra che siamo in un museo o qualcosa di simile. Sebbene la statua non mostri nessun segno di vita, l’uomo la fissa e la studia, come se si aspettasse di vederla animarsi da un momento all’altro. Chissà, forse quel busto è un prezioso reperto archeologico trovato nella tomba di qualche importante re. Forse, appena è venuto alla luce, quell’uomo, che forse è un espertissimo archeologo, pensava che la statua meritasse un’attenta esaminazione alla ricerca di dettagli, i quali potrebbero essere un tassello importante per una grande scoperta archeologica.
Stando a questa supposizione, però, quel posto non può essere un museo, forse è un’importantissimo centro di esaminazione reperti, non so.
O forse mi sono sbagliata, l’uomo non sta fissando la statua, forse con la testa inclinata non stava cercando di vedere diversamente la statua, forse cercava di vedere oltre, di guardare qualcosa che non c’è nell’inquadratura.
Quante ipotesi si possono fare, per una semplice foto che non è neanche tanto bella! Quante cose che può racchiudere una foto!

Laura – 10 anni

Alcuni hanno descritto, altri inventato, qualcuno ha fatto commenti tecnici da cui emergono parole e aspetti della fotografia pronunciate nel primo pezzo della “lezione” ma tutti hanno osservato! Riuscire a far osservare, soffermarsi di più sulle cose, sulle persone e sulle situazioni è, a mio avviso, uno dei compiti che può avere la fotografia nella didattica …e poi?
Fantasia, gusto estetico, educazione all’immagine, scoperta, passione, voglia di mettersi in gioco, voglia di raccontare e tanto divertimento.

Questi sono gli ingredienti! Questo rende sempre bello e particolare parlare e fare fotografia con i bambini!