“TREES – Alberi” di Luca Zampini

Uno smisurato amore per gli alberi

Si è appena conclusa alla Galleria Carbone di Ferrara la bella mostra fotografica “TREES – Alberi” di Luca Zampini, visitandola mi è venuta voglia di condividerla con voi e raccontarvi questo bel progetto.

C’è un gioco che mi piace fare quando visito una mostra, se mi è possibile farlo, dare una prima occhiata senza sapere nulla, senza leggere presentazioni o altro. C’è una prima magia che si compie tra te e le fotografie, quando le immagini parlano a te ed al tuo vissuto senza filtri… è da li che voglio partire!

La sala ha le pareti bianche, appesi disegni o incisioni… o forse fotografie. Toni tenui, tanta luce e loro, dei grandi ed importanti alberi, maestosi, belli, fieri soli nel loro mondo. Sono scene senza tempo da cui esce l’essenza e la vita di questi alberi. C’è qualcosa che rende vive queste immagini, delle strane doppie-esposizioni creano quasi un idea di movimento, ti sembra di sentire il vento che muove le foglie. Il tempo di queste immagini non è reale, è metafisico, moderno e antico nello stesso tempo, l’unico modo per viverlo e saltarci dentro spinti dal senso di serenità e positività che emanano e ritrovarsi a vivere questo mondo come una moderna Mary Poppins che salta nei disegni di gesso per viverli con allegria…

Proseguo la visita e mi ritrovo in un altra sala, alle pareti di nuovo alberi ma irrompe in maniera prepotente il colore. Ancora una volta non un colore reale, i suoi toni sono saturi e decisi e incredibilmente innaturali, la cosa mi spiazza! Sembra quasi che qualcuno abbia volutamente e violentemente voluto farmi uscire dall’atmosfera di un attimo fa, un po di inquietudine mi prende ed in quel momento mi rendo conto che questi alberi mi osservano, hanno occhi umani con un velo di tristezza. Sono belli, cosi come gli altri, anch’essi imponenti, spesso in una cornice ed una composizione che li impreziosisce ma questo colore e questi occhi ne disturbano la serenità…

E’ un progetto davvero particolare ed intrigante ma a questo punto diventa fondamentale passare alla fase due, parlare con l’autore, scoprire e raccontarvi il suo progetto.

J: Buongiorno Luca ci racconti cosa c’è davvero all’interno della tua mostra “TREES – Alberi” che si è appena conclusa alla Galleria Carbone? 

L: Buongiorno! Si tratta di due progetti spinti dal medesimo sentimento, un amore smisurato per gli alberi e la voglia di rappresentarlo. Il primo progetto quello in bianco e nero si intitola AVVOLTI. A volte li ho cercati sapendo che sono alberi monumentali o di pregio, altre volte mi sono imbattuto in loro per caso. Vorrei abbracciarli, avvolgerli in una coltre d’amore, sperando che questo possa prolungarne la vita. Gli giro intorno. Vogliono solo un po’ di attenzione. E io scatto, li abbraccio e scatto…volevo rendere l’amore che provo per loro.

J: La forza di queste immagini è data anche dalla tecnica di ripresa e post-produzione che hai usato. Non è una tecnica fine a se stessa, ha una sua armonia visiva ma soprattutto ha un motivazione intrinseca nel progetto stesso, vuoi parlarcene?

L: Centinaia, ma direi anche migliaia di mie foto realizzate con un unico scatto pur molto curato nella composizione, nella scelta delle luci e condizioni atmosferiche migliori non avrebbe reso l’idea che volevo esprimere. Non volevo mostrare dei alberi belli in paesaggi suggestivi e basta. Volevo rendere l’amore che provo per loro, la mia voglia di proteggerli, di avvolgerli in una coltre d’amore che ne potesse prolungare la vita. Volevo trovare un modo che rendesse il mio enorme abbraccio a queste meravigliose creature. Volevo qualcosa di luminoso come io immagino l’amore e per questo avevo già impostato la macchina fotografica per sovraesporre tutti gli scatti. Volevo stare con loro più tempo di quanto mai fatto in precedenza – ovvero i pochi minuti necessari per comporre la mia foto al meglio – volevo dargli una vera attenzione! Ho cominciato a stare con ogni albero una o due ore, girandogli intorno e scattando foto da varie posizioni, vicine e lontane, a ridosso del tronco che ho abbracciato, creandogli una sorta di scudo invisibile tutto intorno, la mia coltre d’amore. Non ho mai contato gli scatti, magari erano 8, 10 o 15… sicuramente più dei 2 che potevo sovraimporre nella mia macchina fotografica. Successivamente ho impilato il tutto avendo però ben presente cosa volevo far affiorare di più. Stando tanto tempo con l’albero ho potuto capire meglio quale era l’inquadratura più giusta per me, quella che avrei lasciato per ultima o ripetuta…

J: Quindi ogni albero una storia da raccontare e soprattutto un esperienza da vivere?

L: Si! in effetti è cosi! In GELSO BIANCO oltre al fatto di mostrare con l’autoscatto il mio abbraccio fisico a questo gigante, faccio vedere quanto è ancora potente e grande, impossibile da contenersi in una inquadratura.
OMAGGIO è uno dei primi lavori, dedicato a mia madre, l’artista Carolina Marisa Occari scomparsa 3 anni e mezzo fa, conosciuta soprattutto per le sue incisioni. Il motivo per cui ho deciso di convertire tutta questa serie in bianco e nero era una dedica al suo lavoro e ai suoi alberi. Quella piccola figurina in basso sono certo che le sarebbe piaciuta, magari pensando a Corot che amavamo entrambi…
PINO LORICATO è una scoperta recente. Si trova sul massiccio del Pollino in Basilicata, a pochi km dalla Calabria, a circa 2.150 metri. E’ un pino meraviglioso che riesce a sopravvivere a queste altitudini e al clima terribile dell’inverno – e alcuni esemplari lo fanno da quasi 1.000 anni – grazie alla sua incredibile corteccia. Ho fatto 800 m di salita per vederlo ma ne valeva davvero la pena!
In SIMMETRIE mi incuriosiva il fatto che da quella posizione i tronchi venivano a sparire a causa delle 2 colonne davanti.
In PLATANO ho giocato con un grandangolo spinto per distorcere la colonna in pietra a cui era attaccato un cancello facendola pendere così verso il centro dell’inquadratura. Ormai stando lì da 100, forse 200 anni l’elemento umano e l’albero sono un tutt’uno!
ULIVO è quasi totalmente rarefatto. Bastava la splendida, antica e sofferta corteccia illuminata da un raggio di sole a comunicarmi tutta la sua bellezza.

J: Parlaci del secondo progetto presente in mostra “Occhi” . Sempre alberi ma il messaggio e le emozioni mi sembrano molto diverse, o sbaglio?

L: No non sbagli! Nel progetto OCCHI sono gli alberi che ci osservano . Vorrebbero che noi ci accorgessimo di quanto è innaturale il mondo che gli abbiamo creato intorno. Ci guardano nella speranza che provvediamo a migliorarlo. Resistono e soffrono. Superstiti sempre più radi, troppo poco importanti ai nostri giorni per meritare attenzione.

Sono 8 stampe tutte in grande formato 80 x 60 cm. Il lavoro è durato un paio d’anni ed è stato molto più sofferto di AVVOLTI per arrivare alla scelta finale. L’idea di base era di avere una foto cupa, con un albero umanizzato che guarda l’osservatore davanti a lui. Il sentimento che mi ha ispirato è comunicare sofferenza, desolazione con la voglia di mandare un monito a chi può fare qualcosa nell’ambito delle proprie possibilità.Taglio tutte le variazioni in corso d’opera per non annoiare troppo chi legge. Ci tengo però a dire che gli alberi sono nel loro colore naturale mentre tutto ciò che sta intorno a loro è palesemente falsato, con abbondanza di tinte viola e giallo nel cielo e nella terra a significare un ambiente malsano e innaturale. Ho lasciato, a volte ricercato elementi di disturbo visivo tipo orizzonti/linee storte date dal grandangolo spinto con conseguenti deformazioni (occhi 4) o alberi non centrati con elementi di pieno e vuoto sbilanciati ai loro fianchi (occhi 3). Ho ridotto la visibilità degli occhi per far sì che ci si accorgesse solo dopo un po’ di essere osservati e – ricercando istintivamente altri occhi nei pannelli vicini e trovandoli – provare un certo senso di disagio. I colori violenti che ho utilizzato non mi appartengono. Amo infatti tonalità più morbidi, delicate quindi io ero davvero disturbato da quanto usciva fuori per mantenere l’idea che volevo!
Considero questo mio lavoro di denuncia un lavoro finito, nel senso che non presenterò altri alberi umanizzati che esternano la loro sofferenza in un mondo sempre meno naturale.

J: Ed il progetto AVVOLTI è concluso? Lo potremo vedere altrove?

L: No! Assolutamente! In AVVOLTI la ricerca, l’abbraccio, la voglia di proteggere continueranno invece fintanto che riuscirò a camminare. Magari già un altro albero, monumentale o no, è li che mi aspetta… Tutte le mie stampe Fine Art sono in una carta cotone, molto pregiata e trattata con vernice protettiva. Chi fosse interessato all’acquisto troverà informazioni dettagliate nel sito www.lucazampini.it oppure scrivendomi a moc.l1513169713iamg@15131697139inip1513169713mazac1513169713ul1513169713

J: Ti faccio i miei complimenti, sono immagini splendide che trasmettono emozioni, ad ognuno le proprie evidentemente ma questa è la forza di un’immagine creata con il cuore. Conoscendoti immagino tu stia già lavorando a nuovi progetti, sono molto curiosa?

L: Oltre a ALBERI AVVOLTI come già detto, ho un paio di lavori sempre dedicati agli alberi ma visti in modi diversi. Inoltre un progetto sul mare, a modo mio, su cui sto già lavorando da un paio d’anni…
Per il resto vado avanti con l’attività commerciale di fotografo freelance: matrimoni, lauree, foto d’architettura, lezioni private ecc. ma questa è un’altra storia!

J: Non mi rimane che augurarti buona fotografia!